È giusto affermare quindi l’esigenza di un cambiamento stilistico-estetico, sostenendo però anche una maggiore esaltazione e argomentazione di tematiche complesse e necessarie per l’uomo. frequentando anche i corsi di filosofia durante la propria formazione accademica (nelle università tedesche di stampo humboldtiano del ’900 ciò era possibile). Avviso: DIPSUM (CdL in Lettere) - informazioni relative alle modalità di svolgimento dei laboratori e della prova finale. M. Kaku – J. Thompson, Oltre Einstein. Il Dipartimento di Studi Umanistici organizza un ciclo di seminari liberi on line che, a partire da giovedì 24 settembre (ore 15:00), saranno indirizzati, con cadenza settimanale, agli studenti liceali delle ultime due classi e, naturalmente, ai loro docenti. Traditional humanities do not make this possible. In un momento di infodemia di nozioni mediche e scientifiche, gli studi umanistici cosa hanno da dire? Una volta intrapresa la propria carriera, che non comprenderà mai entrambi i profili, non bisogna però dimenticare ciò che questa esclude: se viene adottato il profilo scientifico, non bisogna assolutamente dimenticare quello umanistico, per impedire proprio quella regressione di cui abbiamo parlato. Dopo un Esabac, un linguistico o l'internazionale, spesso ci si orienta verso le arti per dare libero sfogo alla propria vena creativa. Risorsa gratuita: Proxy non necessario per la consultazione da remoto . La ricerca scientifica di base non dovrebbe, pertanto, essere sottoposta al controllo di una agenzia operativa il cui interesse complessivo non sia esclusivamente quello della ricerca. Ma anche senza indulgere in posizioni neoidealiste (per le quali la scienza è tout-court assorbita nella filosofia), è a mio avviso innegabile che solo la cultura umanistica è in grado di fornire un significato all’opera specialistica della scienza, non in quanto la sostituisce, ma perché la immette nel complesso della cultura umana, senza la quale non resterebbero che monconi di sapere privi di connessione e senza valore, incapaci di fruttificare e di incidere veramente sul destino dell’uomo. Non solo, ma nel rapporto del comitato per la scoperta e lo sviluppo dei nuovi talenti scientifici (uno dei comitati creati da Bush per contribuire alla redazione del rapporto complessivo), diretto da H.A. Si può approvare o disapprovare ciò che scrive, ma non accusarlo di non essere chiaro. Un esempio tipico di cecità concettuale, questo. Il corso di laurea in Studi Umanistici (Bachelor of Arts in Humanistic Studies) della John Cabot University offre una grande varietà di scelte nelle discipline umanistiche dentro e fuori i confini della civiltà occidentale - storia, filosofia, storia dell’arte, letteratura, studio delle religioni e dell’antichità classica - favorendo una sintesi armonica dei saperi. Soffocare gli studi umanistici e scientifici puri, non rivolti a evidenti ricadute sul profitto, significa atrofizzare la formazione di menti critiche capaci di intendere con competenza e … Accanto alle macroaree umanistiche classiche come lo studio della letteratura e l’analisi dei testi letterari, il mondo editoriale e del giornalismo, la filosofia e la storie, la gestione del patrimonio artistico, ecc. Qualche tempo fa ho partecipato come relatore a un convegno di studio intitolato Filologia e Formazione che si è tenuto in un’università di una grande città italiana. Un sociologo americano, che ha avuto anche una discreta notorietà in Italia, Richard Florida, ha pubblicato numerosi studi (ad es. L’uomo quindi di base è umano, e ciò è importante ricordarlo. I mortali non … Gli studi umanistici, nel modo in cui vengono praticati da noi, non incoraggiano alla creazione di nuovo materiale, ma alla conservazione. La sua tesi è che molte delle regioni che possiedono un alto “bohemian index” manifestano anche una concentrazione di industrie high-tech e un incremento della popolazione e dell’occupazione [10]. Infatti viene spontaneo domandarsi: quando Odifreddi scrive i suoi libri su argomenti non strettamente scientifici, tanto apprezzati e venduti, li riempie forse di simboli matematici e di formule? La cultura può contribuire a ‘sedurre’ i cittadini europei all’idea di integrazione europea» [13]. Gli studi umanistici non sono di serie B. risponde Aldo Cazzullo. Tra gli studi umanistici che si possono scegliere al liceo, ci sono anche i licei artistico, coreutico e musicale. Gli studi umanistici non sono di serie B. risponde Aldo Cazzullo. Anche in questo campo gli esempi potrebbero essere moltiplicati a dismisura, per cui evitiamo di insistere ulteriormente, rinviando all’ampia letteratura esistente in merito. Da qui tuttavia consegue un’altra questione: il genere della lettura. E ciò in un duplice senso: come economia che incorpora sempre più conoscenza nei prodotti immessi sul mercato – sicché può esser affermato che oggi noi compriamo “sapere congelato” (è stato calcolato che il contenuto di conoscenza scientifica e ingegneristica dei prodotti industriali era di circa il 5% nel 1945, del 16% nel 2004, per arrivare a una previsione di circa il 20% nel 2020) [3]; e come economia in cui la conoscenza diventa progressivamente una merce, per cui l’attività economica è rappresentata in misura crescente dalla produzione e dal consumo di informazioni, ovvero da una produzione di informazione in forma di merce. di P. Greco, Bollati Boringhieri, Torino 2013. 0 0. [5] Bush, Science the Endless Frontier, National Science Foundation, Washington 1960, p. 32 (trad. Ma con lui, tutta la grande generazione dei fisici che hanno edificato la scienza contemporanea ha di ciò avuto profonda consapevolezza; essi erano lungi dal coltivare in modo monomaniaco i propri interessi di fisica, ma cercavano di trarre ispirazione da concetti e prospettive più ampie, ad es. Donde nasce, infatti la creatività, cioè la capacità di percorrere nuove strade, di inventare nuove teorie, di produrre quindi innovazione e ricerca non meramente ripetitiva o applicativa di cose già note? Università degli Studi di Milano Studi Umanistici Anno accademico 2020-2021 GUIDA ... senza di essi, non è possibile laurearsi). sulla Silicon Valley) in cui ha sostenuto che la creatività e l’innovazione sono maggiormente stimolate nelle regioni ricche di culture differenti: esiste infatti una correlazione positiva tra alti indici di sviluppo economico e tessuto sociale in cui esistano tolleranza, capacità di rottura delle convenzioni, apertura mentale. Coniglione, finalmente un articolo ben scritto, completo e onesto, che difende degnamente e una volta per tutte le scienze umane dalle approssimative accuse che gli vengono fatte con l’unico scopo di difendere un tecnicismo cieco e impazzito. R. Florida, Cities and the Creative Class, Routledge, New York and London 2005, passim. Popolazione; Demografia, Statistica; Studi umanistici: Settore Scientifico Disciplinare: Settore M-GGR/01 - Geografia Settore M-STO/04 - Storia Contemporanea Settore SPS/10 - Sociologia dell'Ambiente e del Territorio: Tipologia: Book (author) Citazione: La Popolazione : metodi, strumenti e fonti per gli studi umanistici / M. Bergaglio. I, A. Forni, Sala Bolognese 1987, p. 224. Gli studenti iscritti ai corsi interateneo Milano-Genova che intendono laurearsi presso l'Università di Genova devono comunicarlo agli sportelli della Segreteria studenti - Studi umanistici - entro la data di scadenza dell'inserimento online della domanda di laurea. Eppure questo discorso mi pare che colga solo metà del problema: esso si concentra sull’importanza delle scienze umanistiche in quanto tali, cioè in quanto cultura e formazione della coscienza civile e del tessuto sociale di una nazione, in quanto “attività dello spirito”, di per sé da coltivare, perché la loro valenza e significato consiste nel fornire all’uomo in genere la possibilità di dare senso alla propria esistenza, di cogliere il proprio posto nel mondo, di rispondere ai suoi interrogativi vitali ed esistenziali non immediatamente legati alla sfera riproduttiva (in senso lato), di farlo diventare ‘migliore’ (è anche il tema del recente bel libro di Nuccio Ordine sull’Utilità dell’inutile, Bompiani 2013, su cui avremo modo di tornare). American Research Universities Since World War II, Oxford University Press, New York and Oxford 1993, p. 15. Assai diffusa è inoltre l’idea che gli unici che sostengono l’esigenza di uno studio umanistico siano gli stessi che scelgono tale percorso formativo, quasi per autoconvinzione o per tenere in vita la speranza che questo un giorno possa essere proficuo. E il guaio sta proprio nella mancata comunicazione, nella mancata interazione: la società tende difatti a trascurare questo aspetto perché troppo proiettata nel futuro facendosi strada nel progresso scientifico. E così allo scienziato non restava poi che cercare delle compensazioni alla ‘aridità’ del proprio lavoro al di fuori del laboratorio, quando ne chiudeva le porte alle proprie spalle: andando a sentire un concerto, godendosi di una rappresentazione teatrale, leggendo un romanzo e immergendosi nella letteratura di qualche classico dell’antica romanità o grecità. Particolarmente interessante la directory delle. Questo vuol dire avere in primis vera e motivata passione per gli studi e prepararsi a studiare veramente tanto, non solo nel corso della laurea, ma anche dopo, facendo ad esempio un dottorato di ricerca. Non può essere condotta in modo soddisfacente in un’atmosfera dove è monitorata e controllata dai nostri standard produttivi. Ciò che invece vale la pena di osservare è che questo processo di interazione non deve essere considerato in modo unidirezionale, come un guadagno che le scienze naturali acquisiscono dalla loro fecondazione con quelle umane. Ilaria … Ad essere rilevanti – ai fini del nostro discorso – sono due punti, che poi strettamente si interlacciano e interessano il discorso che qui vogliamo fare. [12] KEA European Affairs, The Impact of Culture on Creativity. Tuttavia esistono moltissime motivazioni che giustificano gli studi umanistici in ambito universitario, oltre alla passione personale e al fatto che studiare ciò che più ci piace può farci davvero felici. Studi umanistici Lezioni online & Meet Avvertenza Le lezioni che prevedono una data precisa di svolgimento devono essere prenotate ALMENO 8 giorni prima della data di svolgimento. Terminati gli studi umanistici a Bayeux, entrò nei Frati Minori. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati. Twardowski e la filosofia scientifica polacca sostenevano che chi non scrive chiaramente, allora non concepisce chiaramente), ma non mi sembra che tale punto di vista possa essere ancora oggi generalmente condiviso. Errata corrige: leggasi Naturwissenschaften, […] pp. [1]. A sostegno della tesi di Florida è giunto anche un report del 2008 delle Nazioni Unite sulla Creative economy, in cui è evidenziata la nascita di un nuovo “paradigma di sviluppo”, che collega l’economia e la cultura, abbracciando l’aspetto economico, culturale, tecnologico e sociale dello sviluppo sia a livello macro che micro. In quest’ottica, tuttavia, per essere davvero utili gli studi umanistici presuppongono «una certa selettività riguardo alle opere d’arte da utilizzare»: una selettività che Nussbaum non esita a rivendicare, rifiutando ogni valore pedagogico alle «tante opere d’arte che stimolano simpatie inopportune». Gli Scaffali digitali e l'Archivio Digitale. Dipartimento di Studi Umanistici Dipartimento di Studi Umanistici dell'Università degli Studi Roma Tre. Per gli studenti dei diversi corsi di laurea che hanno orientato gli studi in precise aree disciplinari , Studi Umanistici ha attivato delle convenzioni con università partner, definendo i docenti di riferimento che li supporteranno nel corso dell’esperienza di formazione all’estero. Banca dati bibliografica belga di archeologia. E. Delany, “Humanities Studies Under Strain Around the Globe”, The New York Times, 1 dicembre 2013. L’importante è non interrompere con misure amministrative di valutazione centralizzata e ottusa o con miopi politiche legate al “sapere utile” questi circuiti. Gli studi umanistici non sono di serie B. risponde Aldo Cazzullo. Compilare e aggiornare (non per forza modificare) il proprio piano di studi è obbligatorio tutti gli anni. After the success of quantum mechanics in the 1920s, this philosophical way of doing theoretical physics gradually lost out to a more pragmatic, hard-nosed style of research. Come dice Florida, le aree di più intenso sviluppo, specie nell’high-tech, sono contraddistinte da alta qualità della vita, da ridotta diseguaglianza sociale e da assenza di discriminazione razziale. shadow. Per cui, se è vero che le industrie ad alta intensità di conoscenza rappresentano sicuramente un importante motore di sviluppo nella società della conoscenza, tuttavia non è possibile pensare che l’econo­mia creativa sia solo un loro appannaggio, cioè una questione da risolvere all’interno del settore produttivo. Werner Heisenberg ha più volte sottolineato lo stretto nesso tra fisica e filosofia e come «certi sviluppi erronei nella teorie delle particelle elementari […] dipendano dal fatto che i loro autori sostengono di non volere occuparsi di filosofia, mentre in realtà partono inconsapevolmente da una scadente filosofia e quindi, a causa di pregiudizi, cadono in domande prive di significato. su “ROARS”, qui) una versione diversa, che appare essere una prima bozza nella quale, pur in presenza delle tre […]. Si capisce allora, dopo quanto detto, dove sia la parzialità (ma non la inesattezza) di un Manifesto quale quello firmato dai tre illustri studiosi: esso trascura il fatto che le scienze umane non sono solo importanti di per sé, in quanto ‘cultura’, e per i loro riflessi che hanno sul tessuto civile di un paese – aspetto sacrosanto e che non voglio qui mettere in dubbio; ma ancora più sono importanti per la stessa scienza e per lo sviluppo tecnologico di quella società della conoscenza che si vorrebbe – almeno a parole – promuovere: recidendo l’albero della cultura umanistica, la scienza fa cadere l’appoggio sul quale essa stessa è assisa, perché solo da un più ampio contesto di idee, da un mischiarsi di linguaggi e prospettive, da un intersecarsi di competenze, può trarre alimento quella creatività, si possono formare quelle menti aperte e plastiche che conducono all’innovazione e all’invenzione scientifica e quindi al progresso economico della medesima società della conoscenza. dedicati allo studio del Medioevo, La ricerca soffrirà sempre dall’essere messa in competizione con le esigenze operative» [5]. Un esempio paradigmatico di quanto può accadere in questo caso ci può essere fornito dall’illustre e molto mass-mediatico matematico Piergiorgio Odifreddi che tempo fa nel suo blog – nel criticare le lamentele degli umanisti per la non inclusione nel Consiglio direttivo dell’Anvur, l’Agenzia Nazionale di Valutazione dell’Università e della Ricerca, di rappresentanti delle proprie aree – ha fatto una tirata contro le scienze umane, contro le lingue morte (che appunto in quanto defunte a che serve ancora studiarle? Niente è inutile se fatto con criterio. [15] AA.VV., Manifesto for Creativity and Innovation in Europe, in http://www.crea­te2009.europa.eu. Fantasie e realtà sul sistema della ricerca in Italia, Di Girolamo, Trapani 2011. Gli studi umanistici tradizionali non lo rendono possibile. Molti sostengono infatti che il progresso riguardi prevalentemente la scienza, in particolar modo il campo medico, il campo ingegneristico e ovviamente quello economico. Se da una parte esistono sostenitori insicuri dell’utilità degli studi umanistici, dall’altra parte parlano fautori convinti. Che ‘mestiere’ dunque fa Odifreddi (o meglio, scimmiotta), quando scrive questi suoi volumi, se non quello dell’umanista? [20] G. Vailati, Scritti, a cura di M. Quaranta, vol. Non solo, ma il KEA pone l’accento su «[…] come la cultura promuova l’integrazione europea e sia uno strumento chiave per integrare le varie componenti delle società europee in tutte le loro diversità, per forgiare il senso di appartenenza, nonché per diffondere valori democratici e sociali. Essi saranno tuttavia tenuti a partecipare alle attività extra-curricolari sopra indicate. it. registrazione gratuita. Un’idea condivisa anche dal marxista Antonio Labriola, in favore dell’integrazione nello studio universitario tra discipline scientifiche e filosofiche, in quanto lo studio meramente letterario e filologico della filosofia porta al suo decadimento e ad esser preda delle ‘razzie’ pseudoscientifiche di filosofi digiuni di scienza. Esagerando un po’ si può forse affermare che la buona fisica è stata involontariamente corrotta dalla cattiva filosofia» [17]. - Milano : Guerini scientifica, 2018. Curiosità da non perdere! Ma se si riflettesse realmente sul concetto di esigenza, senza ombra di dubbio la questione si diramerebbe seguendo settori di studio differenti, ma tutti egualmente necessari. Quanto detto ci porta a un discorso più complesso e più delicato, di cui oggi v’è una scarsa consapevolezza, anche se in passato non è stato così. Having studied humanities at Bayeux, he joined the Friars Minor. E ciò nella consapevolezza della imprevedibilità dei risultati e della inevitabilità di una certa dispersione di fondi: «Una delle peculiarità della scienza di base è la varietà di percorsi che portano a uno sviluppo produttivo. Ancora più recente è lo studio sull’importanza della cultura per la creatività effettuato dal KEA, un gruppo di ricerca di Bruxelles diretto da Philippe Kern e specializzato dal 1998 nel settore dell’industria creativa, che spesso compie ricerche per conto della Commissione Europea. ARLIMA - ARCHIVES DE LITTÉRATURE DU MOYEN AGE. 1. E a ciò ha fatto da controcanto una generale svalutazione della conoscenza umanistica in quanto con essa “non si mangia”, ovvero non è foriera di quello sviluppo tecnologico ed economico cui anche la ricerca scientifica dovrebbe essere piegata. Sorpresa: serviranno gli studi umanistici. Lo studio umanistico è dunque utile a recuperare tale predisposizione, soprattutto per come questa ci distingua dagli animali, ma che comunque omaggiano solo quando fa comodo. Con facoltà: Facoltà della mente di allontanarsi dalla realtà; Pieno possesso delle facoltà mentali; C'è chi perde quello delle facoltà mentali; Scuole con le facoltà; Ha la facoltà di dare lezioni; La facoltà di sentire. Data pubblicazione. Il rapporto di Bush è stato ora pubblicato in italiano con un’ampia e accurata introduzione di Pietro Greco: V. Bush, Manifesto per la rinascita di una nazione. Come Bush scrive efficacemente nel suo rapporto, «la ricerca è l’esplo­razione dell’ignoto ed è necessariamente speculativa. Risorse Web dedicate al … Mi pareva che la qualità dell’istruzione scolastica, per esempio, fosse un buon argomento, a tutti comprensibile, e che si possa sostenere che la formazione degli insegnanti, dal maestro della scuola d’infanzia al professore di liceo, passi in larga parte dalle facoltà umanistiche. E il fisico giapponese Michiu Kaku ha recentemente sottolineato come sia stato l’utilizzo dei testi filosofici di Hegel ed Engels da parte del gruppo di fisici giapponesi intorno a Shoichi Sakata a suggerire loro la teoria della materia come un insieme infinito di sottolivelli o mondi dentro mondi (teoria a cipolla) [19]. Si veda ancora l’altro suo libro Perché non possiamo essere cristiani (e meno che mai cattolici): in esergo citazioni di Diderot e Saramago; quindi tutta l’argomentazione è costituita da una analisi storico-esegetica della Bibbia, che si appoggia alla letteratura critica su di essa. Home; ... Docenti di riferimento per gli appelli. Dal 2017, grazie al lavoro condiviso di diverse sedi universitarie, il CISIA eroga in date diverse un test nazionale per l’accesso e/o verifica della preparazione iniziale ai corsi di studio di area umanistica. Su panel: Gli studi statistici permettono, grazie all’analisi quantitativa e qualitativa su campioni rappresentativi, di comprendere fenomeni... continua. […] It was felt that while a philosophical approach may have been necessary to invent quantum theory and relativity, thereafter the need was for physicists who could work pragmatically, ignore the foundational problems, accept quantum mechanics as given, and go on to use it» [18]. Gli archeologi raccontano.. Giovedì 18 febbraio, alle ore 17.30, prosegue il ciclo di incontri on-line di Archeologia, in collaborazione con il Centro Studi Archeologia Venezia. [1] Cfr. Non ci siamo fermati qui: abbiamo chiesto e ottenuto che ci fosse un quinto appello per sostenere gli esami del For24 in ogni anno accademico e che fosse creato un tutoraggio apposito per gli studenti della Facoltà di Studi Umanistici. 5. Il mestiere dell’insegnante è uno dei più difficili, richiederebbe anzi maggiore specializzazione, sia curriculare che metodologica. Gli studi umanistici non servono solo a se stessi. La società infatti, essendo in continuo progresso ha bisogno di novità, motivo per cui d’altronde non abbiamo avuto solo una corrente artistica, ma molteplici. Primo, i giganti del passato, proprio perché giganti, non possono essere eguagliati e quindi tanto vale rinunciare a emularli. Veramente, non discutevo di saperi non specialistici o della chiarezza della ricerca umanistica (qualunque cosa ciò significhi), ma della chiarezza degli appelli e degli argomenti da addurre al dibattito politico. 1076-1085, leggibile on line qui. I campi obbligatori sono contrassegnati *. Di quale cultura si serve per sostenere le proprie tesi se non di quella umanista? Anche qui niente formule né leggi scientifiche. Di fronte a questa mobilitazione generale contro gli studi umanistici, ci sono due possibili reazioni. [2] Cfr. L’origine di questa epocale trasformazione economica è comunemente individuata negli Stati Uniti del secondo dopoguerra, in conseguenza del grande sforzo effettuato a seguito della competizione tecnologica con l’Unione Sovietica, quando il governo americano comprese l’importanza di investire in R&S per la sicurezza nazionale e per il primato economico e militare sulle altre nazioni. Infatti i saperi scientifici, se vogliono alimentare la propria vena creativa, dovrebbero attingere la forma mentis corretta da quelle discipline che si sono distinte nel “pensiero divergente”. Non ci siamo fermati qui: abbiamo chiesto e ottenuto che ci fosse un quinto appello per sostenere gli esami del For24 in ogni anno accademico e che fosse creato un tutoraggio apposito per gli studenti della Facoltà di Studi Umanistici. [3] Cfr. United Nations, Creative Economy, Report 2008. ‼ Un altro elemento decisivo per la creatività è la presenza di interessi culturali diversi e variegati, sicché egli ha proposto il cosiddetto “bohemian index”, «per misurare il numero di scrittori, designer, musicisti, attori, registi, pittori, scultori, fotografi, e ballerini in una regione». Le definizioni verranno aggiunte dopo al dizionario, così i futuri utenti ricevono la definizione dopo la definizione. Ma una più articolata e complessiva esposizione dei temi legati alla società della conoscenza e a quanto è necessario per la sua implementazione in Europa la si può trovare nella ricerca effettuata per la Commissione europea: F. Coniglione et al., Through The Mirrors of Science, New Challenges for Knowledge-based Societies, Ontos Verlag, Heusenstamm 2010 (ed. Risorsa gratuita: Proxy non necessario per la consultazione da remoto . Norberto Bobbio scriveva in italiano con rigore e chiarezza e non era un divulgatore. 3. Su quanto dice sono d’accordo; io mi riferisco a chi invece sostiene (e/o contrappone) gli studiosi che nelle loro opere scrivono in maniera chiara e coloro che invece scrivono in modo oscuro. Tolleranze e pluralismo, anche in questo campo! Altre definizioni con umanistici: Gli studi non umanistici. Era in pratica un invito a presentare un piano per il sostegno pubblico alla ricerca universitaria. 142-3. Le lingue e gli studi umanistici Autore: Raffaele De Rosa. Dipartimento di Studi Umanistici 2/12 Art. Persone. Terminati gli studi umanistici a Bayeux, entrò nei Frati Minori. Le persone creative e gli artisti sono essenziali perché sviluppano le idee, le metafore e i messaggi che aiutano a guidare le interazioni e le esperienze sociali. Cerca : Scopri la lista di insegnanti . Innanzi tutto la tesi che il sostegno alla ricerca scientifica passa innanzi tutto per lo sviluppo della ricerca di base finanziata dal governo federale, in quanto Bush era ben consapevole che le industrie e l’apparato produttivo erano troppo legati all’immediato ritorno in profitto degli investimenti per effettuare piani di finanziamento di lungo periodo, dagli esiti incerti. In quest’ottica, tuttavia, per essere davvero utili gli studi umanistici presuppongono «una certa selettività riguardo alle opere d’arte da utilizzare»: una selettività che Nussbaum non esita a rivendicare, rifiutando ogni valore pedagogico alle «tante opere d’arte che stimolano simpatie inopportune». Purtroppo, su questo versante, non fa altro che regredire. In secondo luogo, in Bush – pur nel contesto di un discorso tutto dedicato all’importanza della cultura scientifica e molto segnato da preoccupazioni di natura militare – emerge la consapevolezza che la ricerca di base e lo sviluppo della scienza sarebbe impossibile senza una interazione con le scienze umane e sociali. Sono ammessi alla consultazione gli studenti e i docenti del Dipartimento di Studi Umanistici. Primo, i giganti del passato, proprio perché giganti, non possono essere eguagliati e quindi tanto vale rinunciare a emularli. 0 0. Traditional humanities do not make this possible. p. 132 – preferisco citare e tradurre dall’edizione americana). 2. Si tende a definirle ”inutili”, giustificandosi però nell’affermare la loro inutilità solo in relazione alla società in cui viviamo e quindi alle sue esigenze. Non è un caso che gli “ambasciatori dell’anno creativo”, lanciato dall’ EU nel 2009, abbiano ritenuto importante sottolineare il ruolo decisivo dell’arte in stretta connessione con la filosofia e la scienza [15]. [10] Cfr. Si apre pertanto un discorso – le cui coordinate di fondo sono poste nell’articolo qui pubblicato – che abbiamo intenzione di proseguire con ulteriori approfondimenti e contributi. Mi sembra che questa discussione sulla chiarezza, sull’esigenza di un di un sapere non specialistico nelle humanities ecc. [11] Cfr. Statisticamente è certo che scoperte importanti e altamente utili risulteranno solo da una frazione di iniziative della scienza di base; ma i risultati di qualsivoglia particolare indagine non possono essere predetti con accuratezza» [6]. Una tematica che è stata in tempi più recenti uno dei cavalli di battaglia di Ludovico Geymonat e di molti altri filosofi e scienziati italiani. Un fattore chiave è quello di avere persone che credono fortemente nei valori dell’azienda e che si identificano con essa quali creatori e innovatori – la campagna pubblicitaria “Think different” che ha utilizzato Picasso, Einstein, Gandhi è stata descritta da Steve Jobs come un modo per la società di ricordare chi sono gli eroi e chi è Apple. Dipartimento di Studi Umanistici Dipartimento di Studi Umanistici Search this site . Importante, in particolare, dal mio punto di vista di storico dell’età contemporanea (quindi umanista lato sensu), la puntualizzazione (e critica) implicita circa l’arretratezza della posizione di Esposito/GallidellaLoggia/AsorRosa: non si tratta di difendere le discipline umanistiche perché su di esse si fonda la consapevolezza di essere nazione (prospettiva francamente ottocentesca che la triade porta avanti) nei confronti delle Naturwissenschaften che sarebbero oggettivamente ed ontologicamente universalistiche, quanto piuttosto di sottolineare l’intreccio e la costante dialettica tra Geistwissenschaften e Natirwissenschafren come fonte dello sviluppo di entrambe. Per restare alla cultura italiana, basti pensare a come Giovanni Vailati già all’inizio del ’900 avesse ritenuto impossibile «che la filosofia possa essere coltivata con profitto e con decoro da chi non sia stato prima assoggettato a una severa disciplina scientifica e non si sia personalmente esercitato in qualche speciale indagine positiva» [20]. La rinascita della cultura e della ricerca in Italia non necessita di egoismi disciplinari, di discorsi alla “Cicero pro domo sua”, di esaltazione della indispensabilità di un settore a scapito di un altro; ha piuttosto bisogno di una visione del sapere più articolata, più complessiva, più adeguata alla sfida che la globalizzazione e i nuovi tempi pongono; una visione in cui i linguaggi specialistici abbiano la possibilità di interagire in tutta la loro ricchezza e molteplicità, in modo da reciprocamente fecondarsi, e in cui lo scienziato possa trovare ancora nutrimento nel leggere la Metafisica di Aristotele, La Repubblica di Platone o anche Verità e metodo di Gadamer e la Divina Commedia di Dante; in cui anche l’umanista possa apprezzare il rigore e la bellezza di un teorema matematico e quindi sia in grado di capire l’austero linguaggio dell’analisi e della logica, apprendendone lo stile di pensiero e il rigore, e così coltivando quell’amore per la precisione e la conseguenzialità che lo liberino dai discorsi fumosi e vaghi, retorici e fatui.